Aria, Acqua, Terra – Per una Politica della sopravvivenza.
26 Maggio 2012 – Campus Einaudi, Torino.
Il Movimento 2 Giugno e gli obiettivi della Giornata Aria, Acqua, Terra, in difesa delle risorse pubbliche
Piera Lepore
Il Movimento 2 Giugno nasce simbolicamente da un palco, un palco montato in piazza Castello, un anno fa, nell’occasione delle celebrazioni del 25 aprile. Dopo la tradizionale fiaccolata dell’A.N.P.I. e delle istituzioni cittadine torinesi, organizzammo, in modo del tutto spontaneo ricordo, in una settimana allucinante e affannosa,una lunga notte Resistente, insieme ad associazioni e singoli, sul tema delle nuove resistenze del nostro tempo: c’erano i partigiani di ieri e c’erano i partigiani di oggi come un operaio scampato alla tragedia della ThyssenKrupp, le Agende Rosse di Salvatore Borsellino che lottano per ottenere verità sui colpevoli delle stragi ’92-’93 e che sono oggi la scorta civile dei magistrati che su quelle stragi, indagano. C’era il Popolo Viola che dal No Berlusconi Day in poi ha sempre mobilitato le piazze che da tempo i partiti, fanno difficoltà a riempire. L’intento di quel primo esperimento di mobilitazione da parte del nostro neonato movimento, era quello di unire le testimonianze dei gruppi di cittadini o dei singoli, impegnati in lotte “partigiane”, di parte, dalla parte dei cittadini sì, dalla parte del bene pubblico , schierati per una causa da difendere e sostenere con la loro energia, con la loro attività di divulgazione.
Sostenere è proprio la parola chiave, che si può scovare tra le righe come interpretazione del nostro Manifesto fondativo; il Movimento 2 Giugno nasce per sostenere le energie migliori della nostra società, sostenere quei gruppi attivi che non hanno scopi ristretti, che non agiscono per un ritorno strumentale immediato, ma sono gruppi che si mobilitano su temi importanti e rilevanti per la vita dei cittadini e come un contadino accorto seminano oggi per vedere crescere in futuro, i frutti di una società diversa. Lavoriamo oggi ma con lo sguardo all’orizzonte.
Sosteniamo quindi queste realtà, localmente e simpaticamente vicine a noi, realtà che trattano i temi più diversi ma che in comune hanno molto: hanno tutti a cuore il progresso, lo sviluppo di questo nostro strano ,ma bellissimo Paese. Dico questo perché, e credo sia esperienza comune a tutti, quando alcuni amici più “individualisti” mi chiedono il perché del mio impegno civile, alcuni amici proprio mi dicono così : “ ma perché perdi tempo dietro queste cose…”, non riuscendo nemmeno a definire che cosa sia l’impegno civile, beh, rispondo “perché sento di doverlo fare”, sento di avere qualcosa dentro, una molla quasi istintiva che mi spinge ad impiegare le mie forze, il mio lavoro, verso un’azione, che nell’immediato può sembrare una perdita di tempo, ma che Noi, e dico Noi perché credo che tutti qui si riconoscano in questo discorso, a Noi appare naturale ed evidente che questo lavoro di costruzione di un’altra Politica, sia essenziale e urgente oggi.
La parola Costruzione mi è cara e mi permette di iniziare a spiegarvi il perché di questa Giornata. E’ sovente, durante le riunioni della nostra piccola associazione, che si accenda il dibattito tra due “fazioni”; una corrente “dei teorici”, e una corrente “dei pratici”, quelli “da piazza”; l’oggetto di dibattito è su quali strumenti , quali azioni siano da adottare perché più efficaci ad incentivare la mobilitazione sui temi che più ci colpiscono, che più ci infastidiscono, come possiamo meglio diffondere e divulgare i messaggi e le idee?
Si è sempre d’accordo sulle Idee da comunicare all’esterno ma sugli strumenti, sui mezzi di comunicazione, spesso c’è un costruttivo scambio di opinioni diverse, perché credo il modo di fare e di praticare la Politica, sia specchio anche un po’ del nostro modus operandi personale. Il mio Presidente, Angelo d’Orsi, ha l’arma della parola, del messaggio che passa da un articolo, da un testo scritto e divulgato dai giornali nazionali su carta o via web, mentre noi più giovani forse perché più passionali, più irruenti anche nel modo di fare politica, preferiamo la diffusione del nostro essere “di parte”, in piazza, in quella piazza che è ambiente storico di costruzione della Politica. Riteniamo che la piazza ma anche luoghi nuovi, praticabili politicamente, come appunto la giornata di oggi, abbiano riacquistato la funzione antica di aggregazione e di scambio tra le persone, le quali trovandosi insieme in una piazza organizzata per un’occasione di dissenso , si riconoscono immediatamente come simili.
Si riconoscono immediatamente come simili. Questa giornata è stata organizzata interamente con le e-mail, con alcuni di voi ci si è conosciuti di persona per la prima volta oggi. Perché avete accettato di partecipare alla nostra iniziativa, pur non conoscendo l’attività del Movimento 2 Giugno? Credo perché ci si è riconosciuti, nonostante le differenze tra le associazioni, per qualche caratteristica importante, appunto come simili.
La Giornata Aria, Acqua, Terra ha due obiettivi:
Il primo, è più immediato e visibile, che potremmo definire tecnico e politico insieme. Tecnico perché i saperi, le testimonianze dei soggetti che interverranno oggi sulle tre sessioni tematiche, sono il frutto di anni di studio e di lavoro per alcuni, mentre per altri sono saperi acquisiti dopo anni di battaglie e di impegno civile nell’intento di modificare un pezzetto di realtà del proprio territorio, del proprio ambito tematico e al quale ambito, l’associazione di appartenenza deve per molti casi, la ragion d’essere e d’azione. Politico poi, perché quello che verrà fuori da questa Giornata, mi auguro, è la sintesi di una Nostra visione alternativa di sviluppo sostenibile e di crescita. I nostri politici, il nostro Presidente della Repubblica, parlano tanto di crescita, di necessità della crescita economica ad ogni costo, in modo macchiavellico quasi, e questa storia della crescita viene ripetuta come un mantra ormai, che gli è entrato in testa e che li spinge, come se fossero in trance, a perseguire la realizzazione delle grandi opere , anche se esse sono ostacolate e quindi usando proprio la forza e violenza contro il dissenso ormai enorme che circonda queste opere dai costi scandalosi , in tempo di crisi economica. La convinzione bipartisan è che la crescita passi da lì, che passi dalla cementificazione selvaggia a cui spesso le nostre amministrazioni locali ricorrono, attraverso l’elargizione facile di permessi edilizi, con il risultato di un inurbamento soffocante per i nostri ambienti di vita. Certo questo da aria alle casse comunali, da lavoro ad operai e ditte di costruzione, ma siamo sicuri che nel lungo termine basti questo per far ripartire la crescita economica? Continueremo a costruire all’infinito per creare poi quanti posti di lavoro? E’ sostenibile questa politica di crescita economica, così impostata?
Politico quindi l’obiettivo della nostra Giornata, nella misura in cui intende divulgare una visione alternativa di crescita, anche economica sia chiaro, perché i nostri professori al Governo, mi meraviglio ancora di questo, non hanno compreso o forse non vogliono ammetterlo perché incapaci di perseguirlo come obiettivo, che territori vissuti in modo sostenibile, sicuramente sono più competitivi anche da un punto di vista di attrazione di investimento, rispetto a territori altamente sfruttati e caricati di peso infrastrutturale.
Una Giornata dunque di studio ma anche di mobilitazione e costruzione unitaria intorno a questa Politica alternativa, che vuole salvaguardare le risorse pubbliche e i territori, contro una politica mainstream che invece facilmente concede l’autorizzazione e incentiva gli appetiti privati, a continuare la loro opera di depauperamento delle nostre risorse vitali.
Questa nostra Politica della sopravvivenza deve, io credo, costruirsi anche intorno alla chiarezza concettuale, alla trasparenza del nostro linguaggio e delle azioni collegate. Si parla molto di beni comuni a livello astratto ma poi nel concreto dell’azione politica, davvero vengono tutelati, davvero ci sono in campo azioni che li proteggono, attuate dai “nuovi sindaci”, eletti dopo l’ondata referendaria dell’anno scorso? Quali azioni, secondo voi, ci sono ancora da fare per salvaguardarli?
Questa Giornata vuole catalogare quelle buone pratiche che fino ad oggi le associazioni hanno realizzato, come battaglie dentro e fuori le istituzioni, a difesa dei cosiddetti beni comuni. Quali proposte di gestione delle risorse, quali risultati ottenuti finora, quanto ancora c’è da fare per proteggerle?
Il secondo obiettivo, e mi avvio a concludere, ho già tentato di delinearlo prima, raccontandovi i buoni propositi del Movimento 2 Giugno. Il Movimento 2 Giugno esiste perché crediamo ci sia l’urgente necessità, vista la drammatica situazione della politica italiana rappresentata dai partiti, di unire la società civile, di stare insieme, per costruire, per punzecchiare tutti noi, la politica istituzionale, che cerca, se non controllata da un cane da guardia, di farci passare sotto il naso leggi e decreti, che ci sfilano e ci sottraggono la proprietà pubblica delle risorse essenziali alla nostra vita. Oggi vedo circolare molti appelli, manifesti politici, di soggetti “nuovi”, che chiedono a gran voce alla società civile di unirsi sotto proposte politiche comuni. Credo che gli appelli “teorici”, anche quelli che hanno le migliori intenzioni, oggi non bastino più se l’intento è quello di creare una rete solida, di gruppi associati, per costruire un’alternativa unica, compatta e soprattutto duratura. Ci vanno anni di lavoro, di collaborazione sul campo, in piazza, ci vanno prospettive comuni tra di noi, ci va la costruzione della fiducia, difficilissima da far emergere in un tempo come il nostro di continue scoperte di strumentalizzazioni dei movimenti e delle associazioni, da parte di individui doppiogiochisti. Gli appelli e le proposte di unione calate dall’alto di una cattedra o di un tavolo istituzionale, non funzionano più.
Aria, Acqua e Terra per una Politica della sopravvivenza, già nella sua organizzazione vuole essere un momento di mobilitazione unica intorno ad una proposta profondamente politica, oltre che tecnica. Crediamo sia un primo tassello di un puzzle che ci vede oggi come pezzetti separati, ma io credo che un filo rosso già ci unisca e che se ci sarà la volontà, la strada per costruire una nuova Politica, più vera, concreta, più trasparente e partecipata da tutti, sia molto più percorribile insieme. Avanti così!
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